Tutti gli altri ne han trentuno

Cent’anni in due.
Lui è appoggiato al muro di una vecchia casa con una gamba, in bocca una sigaretta di quelle sottili. Per i suoi amici sono da femminuccia.
Lei lo osserva composta, la testa lievemente piegata verso sinistra, come quando si guarda un quadro d’arte moderna cercando di capire se effettivamente sia stato appeso nel verso giusto.
Fra di loro una bicicletta, una di quelle con il portapacchi posteriore. È stata tinta con uno spray arancione fluorescente, e ai lati del manubrio è ornata da un paio di nastrini. Per lei è impossibile non sorridere guardandola.
“Bella bici d’epoca” dice lui, gettando la sigaretta per terra e schiacciandola con le sneakers.
“Grazie. ” E poi, indicando la sigaretta “Guarda che ti fanno la multa”
Lui risponde con una scrollata di spalle. “Solo se ti vedono, e poi…” sorride mostrando denti ancora bianchi nonostante il fumo “… anche quello che stiamo per fare non è del tutto ortodosso. A proposito, è sicura?”
“Per carità dammi del tu, e sono più che sicura. Come cantava Elvis, a little less conversation…”
A little more action please, va bene, ho capito” Si muove dalla sua posizione totemica e con due mosse agili è in sella alla bicicletta, un piede sul pedale. “Salta su”.
Lei si muove con calma, appoggia una mano (leggermente tremante, ma non diciamolo a nessuno) sulla spalla di lui e aiutandosi con il dislivello del marciapiede sale in piedi sul portapacchi. Aveva messo a buona posta le scarpe comode e i pantaloni di una vecchia tuta da ginnastica. Stringe quanto può le mani attorno alle ampie spalle di lui e poi gli dice :”Parti”.
Lui non parla e con poche energiche pedalate si porta sul ciglio della discesa sulla statale, la stessa dove lei, da bambina, scendeva con lo slittino, quando la strada era ricoperta di neve.
“Conviene che ti tieni forte”. Dice lui, poi preme sul pedale un’ultima volta. Lei si sforza di non chiudere gli occhi mentre la bicicletta sfreccia velocissima giù per la discesa, il vento le fa volare i capelli dietro la testa, mentre lui grida per l’entusiasmo lei è senza fiato.
In un attimo è tornata bambina ed è come se tutto sia sul punto di cominciare, invece subito la discesa finisce, la bicicletta continua ad andare avanti spedita ancora qualche centinaio di metri per inerzia, poi si ferma, i capelli ritornano al loro posto, il mondo smette di scorrere. Solo il cuore di lei batte ancora fortissimo, forse sta per scoppiare.
“Grazie” Riesce a sussurrare, mentre con calma si fa aiutare a rimettere i piedi a terra. “Abbiamo volato, anche se per poco.”
Si accorge di avere la guancia umida e forse anche lui lo nota, perché le fa di nuovo quel suo grande sorriso impossibile.
Cent’anni in due.
Lui venti, lei ottanta.

Non so bene quale sia il senso di questo racconto. Escludo del tutto il fatto che c’entri qualcosa con il mio trentunesimo compleanno. Assolutamente.

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2 risposte a “Tutti gli altri ne han trentuno

  1. Fin dall’inizio ho fatto calcoli matematici impossibili per cercare di capire quanti anni avessero i due. Pensavo lui fosse il signore affascinante e lei la ragazzina, ma poi le sneakers mi hanno depistata. Allora ho deciso che avessero entrambi 50 anni, così sarebbe stato tutto più semplice. Tutto bellissimo, mi hai fatto venire voglia di farmi portare in bici, su un portapacchi, dal mio ragazzo, che ne sarà sicuramente entusiasta 😀

Dimmi quello che ti passa per la testa.

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