Bronzagosto

Ho sempre trovato il rimbrottare di tuoni e fulmini in lontananza, unito al costante fruscio dell’acqua contro i vetri delle finestre, molto rilassante, rinfrescante, come fare una gita nella cantina di un vecchio castello, dove fa fresco e c’è un lieve odore d’umido che non sai bene se ti piace o ti irrita.
Approfitto quindi di questo raro momento di rilassatezza combinata alla possibilità di poter postare ( per avere Internet nella casa nuova io e Chicco stiamo ricorrendo a vari accrocchi nerdologici) per risollevarvi il morale e dirvi che sì, non ho smesso di pensare a voi e a questo mio blog dalla carta da parati polverosa e scrostata in vari punti, con ragnatele negli angoli più reconditi del soffitto e un silenzio di tomba.
Tutt’altra situazione è quella in casa. Si cominciano a vedere i risultati delle nostre spese e del nostro lavoro, tutto è bello, nuovo, pulito e mi fa sentire in pace con me stesso. Forse anche per questo le mani faticano a ticchettare sulla tastiera e dalla mia testa le parole escono con il contagocce, come dalle stalattiti in una grotta. Sto comunque cercando di porvi rimedio e da settembre andrò a qualche incontro di scrittura creativa. Così, non per forza per imparare qualcosa (sebbene ce ne sia ovviamente sempre bisogno), ma anche solo per provare a far scattare di nuovo quel pulsante.
Nel frattempo, vi lascio con Florence, in attesa del suo concerto a Marzo, dove lasceremo un altro pezzetto di cuore.

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