Il disgelo

Lo aspetto da quel giorno di Marzo in cui i cittadini hanno fatto il loro dovere mettendo una X su un pezzo di carta: le strade a Bologna, quelle non trafficate, erano coperte da questa lucidissima meringa di ghiaccio, quasi appetitosa tanto era bianca, e camminarci in mezzo dava una sensazione di irrealtà tipica dei sogni.
Lo aspetto dall’ennesimo viaggio in macchina in una mattina grigia e pigramente piovosa, ascoltando alla radio una canzone che appena finita avrò già dimenticato, perché andando sempre di corsa non trovo la pazienza di infilare un cd nel lettore.
Lo aspetto ogni volta che apro il cassetto dell’armadio in cui non c’è più spazio per le mie t-shirt, che bramano di essere indossate e dare così un senso alla loro esistenza.
Lo aspetto dall’ultima gita in montagna, quando ripenso ai prati in fiore e all’erba verdissima e all’aria fresca in cui trovare riparo all’ombra degli alberi rigogliosi.
Lo aspetto quando mi siedo al pc davanti alla pagina bianca, osservo il trattino verticale lampeggiare, e in mente ho solo una liscia distesa di neve in mezzo alla tormenta.

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3 risposte a “Il disgelo

    • Da un punto di vista climatico purtroppo il disgelo è una realtà che probabilmente ci ucciderà tutti presto o tardi! Il disgelo che aspetto io è più legato ala sfera creativa ed emotiva, e spero proprio che arrivi.☺

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