Sir. B. ci parla di: Thimbleweed Park

 

Thimbleweed Park_20170927231513

I carismatici protagonisti del gioco e un inventario pieno di oggetti inutili.

Chi fra i miei lettori (?) ha qualche decina di primavere alle spalle e un buon livello di nerdità nel sangue, sicuramente avrà le palpitazioni pensando alle antiche e gloriose avventure grafiche quali Maniac Mansion, Day of the Tentacle e Monkey Island. Dopo un periodo di abbandono, questo genere è tornato in auge, e in seguito all’uscita di vari remaster di successo e ottime nuove avventure (una su tutte Broken Age), grazie a una fortunatissima campagna su Kickstarter è venuto alla luce Thimbleweed Park, dal geniale team capitanato dal leggendario Ron Gilbert.
Lo stile è in tutto è per tutto quelle delle avventure grafiche di venti e oltre anni fa, un’interfaccia con le varie azioni da selezionare, in luogo del cursore intelligente che ti suggerisce cosa fare, lo stile grafico a pixel, (sebbene il colpo d’occhio sia di gran lunga superiore a quello dell’epoca) e, soprattutto, enigmi su enigmi, oggetti su oggetti, ironia su ironia. Il gioco non si risparmia in difficoltà (per i meno pazienti è prevista una modalità più semplice), ma integra in maniera intelligente un sistema di aiuti all’interno del gioco stesso (tramite una telefonata all’ HintTron 3000… ah!). A costo di ripetermi, geniale e folle sono le uniche parole che mi vengono in mente per descrivere le situazioni che i cinque protagonisti giocabili si troveranno a dover affrontare, senza contare gli innumerevoli Easter Egg all’interno del gioco (uno su tutti, telefonando a varie persone nell’elenco del telefono, si sentiranno vari messaggi buffi di segreterie telefoniche registrati dalle persone che hanno contribuito con una donazione allo sviluppo del gioco; si può passare delle ore solo ad ascoltare quelli!).
Non secondario è poi il finale, che sinceramente mi ha lasciato di stucco ed è qualcosa di sinceramente mai visto prima in un’avventura di questo genere. Chiunque sia appassionato deve trovare il modo di metterci le mani, anche perché è disponibile pressappoco su ogni piattaforma.

PRO

  • Folle
  • Geniale

CONTRO

  • Finisce ( e come finisce!) …

Voto finale: 10/10

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3 risposte a “Sir. B. ci parla di: Thimbleweed Park

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