Da qui riesco a vederti

È una notte qualunque di Luglio e, in quella che era la nostra mansarda, l’afa rende l’aria irrespirabile nonostante il lucernario aperto, da cui entrano solo un’imitazione di aria fresca e i lontani rumori della vita notturna della città, sette piani più in basso.
Non riesco più a fingere di dormire e la prima cosa che vedo quando apro gli occhi è la tua schiena nuda, imperlata di sudore, muoversi lenta seguendo il tuo respiro. Alla luce della lampada rimasta accesa la tua pelle è del tutto bianca, riesco quasi a vedere attraverso il tuo corpo che, con la coda dell’occhio, mi accorgo essere nudo completamente. Sposto lo sguardo altrove, altrimenti temo che perderei la concentrazione. Sento di averne bisogno, per tenerti qui.
Anche il pc è rimasto acceso (la stanchezza deve aver avuto il sopravvento senza che me rendessi conto) e a volume bassissimo sta riproducendo una di quelle canzoni.
Non oso chiamare il tuo nome, in realtà non riesco neppure a muovermi, finché non mi faccio coraggio e allungo un dito tremante per passartelo, sfiorandoti soltanto, lungo la colonna vertebrale, verso il collo. Come facevo sempre, sì.
Accade quel che temevo, non appena mi avvicino.
La mia mano rimane sospesa a mezz’aria e la tua immagine (perché questo era) sparisce in filamenti fumosi, ritornando nel sogno da cui è venuta.
Da qualche parte, sette piani più in basso, una ragazza ubriaca canta, e mi sembra la ragazza più felice al mondo.

Annunci

Dimmi quello che ti passa per la testa.

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...