Ticky Tacky

A me piacciono i cliché, e ancora di più metterli in pratica. Infatti avevo immaginato di mettermi a scrivere in una giornata grigia, con un fresco pungente, indossando un felpone dimesso, seduto sul letto con il computer sulle gambe e sul comodino una tazza di latte fumante. Invece, scrivo abusivamente dall’ufficio, molto meno romantico, oltre che poco ortodosso.
Anche quest’anno è arrivato settembre, e come ogni anno settembre si porta dietro il mio compleanno. Lo so, è un discorso molto adolescenziale, ma in questi giorni sono sempre pervaso da una baldanza di cui sono naturalmente sprovvisto nel resto dell’anno.
Non era però questo quello che volevo scrivere. In realtà, non ho nessuno speciale messaggio da veicolare, nessun aneddoto sulle nostre vacanze in Spagna da raccontare (ma arriveranno più avanti) e nessun racconto da vomitare sullo schermo bianco.
Avevo semplicemente voglia di farmi vivo, di salutarvi, di intrufolarmi, per i pochi istanti in cui leggerete questo articolo, nelle vostre vite.

Con l’occasione, vi lascio qui anche una canzone che mi è entrata in testa da quando io e Chicco abbiamo scoperto una serie tv che è una vera perla, Weeds.
Ci sentiamo presto, eh?

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