Di corsa col folletto

Oggi volevo fare finta di augurarvi buone feste raccontandovi questo episodio permeato di spirito natalizio.
Il tutto si svolge nel giardino sotto casa, alle dieci del mattino circa. Come spesso accade, la gatta Eppol riesce a svignarsela fuori approfittando di un nostro momento di debolezza (leggi, mia sorella le ha aperto la porta inconsapevole), e comincia a scorrazzare in giardino.
Io però, forgiato da anni di esperienza e temprato da mille battaglie, conosco il suo punto debole.
Mentre la sua sorella maggiore ha un timore atavico delle bolle di sapone, tanto che mi basta prendere in mano il tubetto, sebbene quest’ultimo sia vuoto da anni, per farla scappare a zampe levate, lei prova un puro e autentico terrore alla vista dell’aspirapolvere.
Per cui, la scena era questa: mentre mia sorella con pallidi tentativi cerca di farla tornare su, io scendo le scale in gran carriera, con ai piedi le mie sobrie ciabatte toad e in mano, a guisa di fucile a canne mozze, il temuto aspirapolvere. Armato del terribile strumento rincorro il felino per il giardino, ma il risultato è quasi immediato, lei schizza via come un’anguilla, e tempo quindici secondi è già tornata in casa.
La morale di tutto questo è semplice e controversa: diffidate dei folletti.

P.S. Io me ne vado qualche giorno nella capitale. Ci si vede poi l’anno prossimo.

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3 risposte a “Di corsa col folletto

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