Sir B. ci parla di: The night of the rabbit

Eccomi con un’altra specie di recensione videoludica. Oggi però è doverosa una premessa: io sono fan accanito di ogni avventura grafica che mi sia capitata fra le mani dai tempi del primo Monkey Island, per cui sono tutto fuorché obbiettivo, quando si tratta di questo genere di giochi. Tuttavia, farò del mio meglio per dare un giudizio il più neutro possibile.
Beh, bando alle ciance:

Jerry

The night of the rabbit è una delle ultime creazioni della nuova, ma assai prolifica, Daedalic Entertainment, che ha già portato alla luce perle come la trilogia di Deponia. La storia, almeno all’inizio, non è nulla di nuovo, per certi versi molto simile al leggendario Simon the Sorcerer. Il protagonista è Jeremiah Hazelnut (Jerry Nocciola per gli amici), un ragazzo che sogna di diventare un mago e che un giorno, con l’aiuto del misterioso coniglio, il marchese de Hoto, inizia il suo apprendistato come Viandalbero, un essere con la capacità di viaggiare fra i mondi tramite misteriosi portali.
Ben presto si viene rapiti dalla cura che è stata messa in ogni dettaglio, fra le ambientazioni, i numerosi personaggi di contorno, i simpaticissimi dialoghi (doppiati in vero inglese, sono un piacere da ascoltare), ma soprattutto la trama che va a parare molto più lontano di quanto ci si potrebbe aspettare.
Venendo agli enigmi, non sono mai frustranti (io ho dovuto sbirciare la soluzione un paio di volte perché troppo impaziente di vedere cosa sarebbe accaduto), sono ben distribuiti e peraltro impreziositi anche dalla possibilità che ha Jerry di lanciare veri e propri incantesimi (sebbene tutto sommato l’uso che se ne fa è piuttosto limitato).
Grande novità nel genere è la presenza di svariati oggetti collezionabili nascosti negli anfratti di Boscoratto, che vanno ad aumentare la longevità di un titolo che comunque non è affatto breve.

PRO

-Assoluta cura dei personaggi, delle ambientazioni e della trama.
-Dialoghi divertenti, doppiati in un bellissimo inglese.
-Enigmi ben realizzati, interessante l’utilizzo degli incantesimi.
-Presenza di collezionabili e trofei.

CONTRO

-A volte i dialoghi sono ripetitivi, e si è costretti a saltarli.
-Sottotitoli non sempre perfetti.

Voto finale: 9/10

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2 risposte a “Sir B. ci parla di: The night of the rabbit

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