La pesca miracolosa

Un urlo straziante questa sera lacera la monotonia casalinga che nell’ultimo mese mi ha fatto prigioniero, impedendomi di deliziarvi con i miei post densi di accadimenti, di cui so che tutti voi sentivate un’erosiva mancanza.
Torniamo però all’urlo straziante.
Si tratta ovviamente di mia madre, alle prese con le faccende domestiche. Sono infatti due giorni che, spostandoli di stanza in stanza, cerca di far asciugare dei cocciutissimi panni, che preferiscono invero rimanere bagnati.
Dopo varie sessioni di umidificatore e un bagno di sole, questa sera si accinge a raccoglierli, soddisfatta del risultato delle sue fatiche, quand’ecco che, con sommo orrore, la felpa che più faticosamente si era asciugata vola con leggiadria oltre al parapetto, finendo in bilico sul bordo del terrazzino sottostante.
Non sembrerebbe una tragedia, se non che la vicina del piano di sotto non abita più al piano di sotto da anni.
La disperazione coglie la mia genitrice, tuttavia tosto si riprende ed elabora un piano diabolico.
Esce dal ripostiglio brandendo un manico di scopa e un bastone con spugna all’estremità, domandandomi “presto!” un rotolo di nastro adesivo. Io pronto accorro,e con una dozzina di giri lego insieme gli umili attrezzi a formare un enorme bastone raccattafelpe, sentendomi un po’ George Stobbart.
Alla squadra ora si aggiunge mia sorella, e il quadro è questo:

  • Sorella con torcia illumina la felpa colpevole di tutto questo trambusto, sebbene il fascio di luce sia ballerino a causa delle risate incontrollate che la scuotono.
  • Madre, brandendo l’arma micidiale, si allunga oltre al bordo del terrazzo, temendo tuttavia di sfracellarsi al suolo mentre emula la pesca d’altura.
  • Io che assisto incredulo, ma ipnotizzato dall’abisso in cui l’animo umano può sprofondare.

Dopo pochi  minuti, contrariamente alle mie fosche previsioni, la felpa malvagia viene gloriosamente issata, e fa ritorno a casa.
L’unico problema è che ancora non è asciutta.

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4 risposte a “La pesca miracolosa

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