Cambi di stagione

L’autunno di Emily non iniziava mai con il solstizio.
Il primo, terrificante anno in cui andò all’università, in quella grande città dai muri alti e grigi, dove le persone guardavano in basso invece che in alto, quell’anno l’autunno arrivò in anticipo di tre settimane.
L’anno in cui conobbe quel ragazzo che frequentava il suo corso. Lui aveva gli occhi azzurri, indossava pantaloni dai colori sgargianti e attaccate alla tracolla aveva spille di gruppi musicali perlopiù sconosciuti, ma che Emily conosceva bene. Si piacquero subito, volendo fare i romantici verrebbe da dire al primo sguardo, anche se a loro non piaceva essere romantici. Si davano appuntamento in biblioteca, fra alte pile di libri che li nascondevano alla vista della gente vestita di grigio, e ascoltavano la musica un auricolare per uno, come si faceva da adolescenti. Venne poi il giorno, vicino a Natale, in cui il corso finì e lui scomparve; allora iniziò l’autunno, e fu lungo, triste, freddo e piovoso.
L’ultimo anno di università, quando rientrò dopo le vacanze. Le sue coinquiline le fecero trovare un grande striscione, un poster con tutte le loro foto e lo spazio per quelle che sarebbero venute, si abbracciarono e risero e fecero una festa propiziatoria per gli ultimi esami e si ripromisero di non perdersi di vista.
Quell’anno, l’autunno non venne mai.

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7 risposte a “Cambi di stagione

  1. Ho avuto la stessa tentazione di Stefania… di aggiungere o togliere una virgola, sostituire una o mezza parola… e questo è un OTTIMO segno, ti assicuro, succede solo quando mi piace, o quando vorrei averlo scritto io, o quando sento che gira già molto bene. Però non ti dico cos’avrei cambiato ih ih in fondo sono solo scelte stilistiche, dettagli! 😉

      • Inevitabile… io apposta un post pubblicato non lo rileggo mai se non nei cinque o dieci minuti successivi. Poi basta. Altrimenti sarebbe finita, sarei ancora a limare quelli di sei mesi fa (x non parlare di quelli che forse proprio cancellerei)

  2. Mi è venuto fuori un commento talmente deprimente che ho deciso di censurarmi e dire semplicemente: Aspetto invano (?) la mia primavera!

Dimmi quello che ti passa per la testa.

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